People watching in rete: Alice Avallone e l’etnografia digitale

People watching in rete: Alice Avallone e l’etnografia digitale

Appena ho letto su LinkedIN il post di Alice Avallone che anticipava l’uscita di People watching in rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale mi sono incuriosita. Un po’ perché conoscevo il nome dell’autrice dai tempi del compianto Nuok – uno dei progetti web italiani che ho amato di più in assoluto – e un po’ perché il titolo stuzzicava la mia formazione di antropologa.

Ebbene sì, per un periodo della mia vita il termine “etnografia” ha riempito le mie giornate di studio, e quando negli anni si è cominciato a parlare seriamente di etnografia digitale ho continuato a dare uno sguardo a questo nuovo universo.

Quindi appena ho avuto un po’ di tempo ho ordinato il libro e sono partita con la lettura.


Libro: People watching in rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale
di: Alice Avallone

Il libro

People watching in rete.
Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale
di: Alice Avallone
Editore: Franco Cesati
Anno: 2018
ISBN: 978-88-7667-741-0

Costo: 12€ (solo edizione cartacea)
Sito ufficiale


L’etnografia digitale spiegata a chi non fa l’etnografo

Ammettiamolo in tutta onestà: l’etnografo, come l’etnologo o l’antropologo, non è uno di quei lavori che tutti conoscono. Anzi – parlo per esperienza – in pochi saprebbero descrivere in due parole di cosa si occupano gli scienziati sociali. Ancora meno saprebbero dire a cosa serve una ricerca etnografica.

Invece Alice Avallone riesce a tirare fuori l’etnografia dall’accademia per presentarla in una veste nuova e molto accattivante, facendo capire bene i possibili usi di una ricerca basata sul metodo etnografico.

Prima di tutto va infatti chiarito che questo libro non è un saggio di etnografia o di scienze sociali. In altre parole non è un testo accademico, né è destinato a ricercatori o a chi nel proprio percorso si è avvicinato al mondo della ricerca sociale.

Si tratta invece di una sorta di manuale pratico che fornisce alcune linee guida per un approccio etnografico alla realtà digitale.

Il focus sull’aspetto pratico non vuol dire che dietro al testo di Alice Avallone non ci siano basi teoriche solide. Al contrario, le basi ci sono solo che in questo contesto si è deciso di concentrarsi sull’aspetto divulgativo e pratico, con istruzioni e suggerimenti da usare da subito nelle proprie ricerche. Ad esempio, per ribadire la funzione pratica del testo, in fondo al volume troverai addirittura alcune pagine lasciate in bianco da utilizzare per le note di ricerca sul campo del tuo primo diario etnografico.

Insomma, se non hai mai provato a fare ricerche di questo tipo, allora hai trovato il testo che fa per te.

Cosa fa l’etnografo digitale?

Il grandissimo pregio di questo libro è la chiarezza: senza tanti giri di parole e con un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori Alice Avallone riesce a spiegare ai suoi lettori cosa si intende per “etnografia digitale”. Ovvero: l’osservazione e descrizione delle popolazioni che esistono nel mondo digitale. E soprattutto riesce a far capire quante cose si possono fare con un approccio etnografico.

Non trattandosi di un testo scientifico, Peope watching in rete si concentra principalmente sull’aspetto qualitativo della ricerca. In altre parole fornisce una serie di suggerimenti per raccogliere e valutare dati come le opinioni, relazioni, codici, tipologia di interazioni tra i membri di una popolazione (o meglio di una community). Un people watching che non è solo star seduti a guardare e osservare la gente, ma un tipo di osservazione mirato e inserito in una cornice concettuale più ampia.

L’aspetto quantitativo invece è lasciato un po’ in secondo piano, probabilmente perché è una questione che richiederebbe una trattazione molto più approfondita. Ma questo contribuisce a rendere il libro snello e ben comprensibile anche a chi potrebbe essere intimorito da un approccio più strutturato. Inoltre per chi lavoro nel mondo digitale – probabilmente il destinatario principale di questo volumetto – i dati sono pane quotidiano. Anzi, noi professionisti del digital forse abbiamo fin troppi dati a disposizione. Quello che manca invece spesso è la capacità di integrarli con elementi qualitativi, e in questo senso il libro della Avallone è il primo passo per colmare questa lacuna.

La pratica del “people watching”

Cambiano i tempi, ma l’attività dell’etnografo resta la stessa anche oggi che la nostra vita sociale è migrata in gran parte su piattaforme come Facebook e Twitter. Fare l’etnografo in questo contesto significa solo di adattare gli attrezzi di lavoro a questa nuova realtà, questo è più o meno la posizione dell’autrice. Così la Avallone presenta al lettore metodi e strategie per osservare chi vive nello spazio digitale – sia esso un forum o un social network.

Se infatti l’etnografo “tradizionale” si muove tra gruppi etnici nel mondo reale, l’etnografo digitale si dedicherà alla descrizione di quei gruppi che orbitano nel cosiddetto “cyberspazio”. Community che sono da considerare popoli a tutti gli effetti, con le loro interazioni, rituali e codici culturali condivisi. Tutto questo deve essere osservato utilizzando i giusti strumenti e il giusto frame concettuale.

Più che una disciplina vera e propria questo people watching propone in realtà un approccio etnografico utilissimo per comprendere alcuni fenomeni culturali che troviamo in rete. Un’osservazione degli utenti della rete che può essere interessante per chi lavora in ambiti come il marketing, la comunicazione o la digital strategy.

La creazione di marketing personas è ad esempio un contesto nel quale il people watching si rivela utilissimo, ma anche nell’ambito della UX e del service design si usano approcci di ricerca di questo tipo.

In conclusione: se non hai mai fatto una ricerca di tipo qualitativo sulle communities/popolazioni digitali People watching in rete. Ricercare, osservare, descrivere con l’etnografia digitale è un ottimo punto di partenza.

Probabilmente una volta che avrai provato a fare la tua prima ricerca ti verrà la curiosità di esplorare oltre, e potrai farlo partendo dalla bibliografia che trovi in fondo al libro: qui ci sono alcuni classici dell’antropologia accanto a testi più moderni, che ti forniranno un po’ di basi della disciplina – a partire dai classici Malinowski e Clifford fino a Marc Augè; ci sono anche vari suggerimenti di lettura che riguardano più specificatamente la netnography/etnografia digitale ma anche testi non accademici come il recente The Game di Baricco o il saggio divulgativo Sapiens di Yuval Noah Harari; non mancano infine riferimenti bibliografici a testi che riguardano la comunicazione, soprattutto ma non solo in ambito pubblicitario e professionale – tra gli autori citati ci sono ad esempio Anna Maria Testa e Paolo Iabichino.

E tu hai già letto questo libro? Se vuoi condividere la tua opinione come sempre puoi farlo nei commenti qui sotto 👇



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