Halloween e il digital marketing 1: sei sicuro di farlo bene?

Halloween e il digital marketing 1: sei sicuro di farlo bene?

Ormai da alcuni anni Halloween è entrato a far parte della vita degli italiani: non si tratta di una moda passeggera, ma di un fenomeno consolidato che cresce a vista d’occhio. Secondo Confesercenti nel 2017 gli italiani hanno speso ben 250 milioni di euro: un esercito di oltre 7 milioni di consumatori che hanno acquistato di tutto, dai classici dolciumi alle maschere, dai cosmetici alle decorazioni per le case. Nell’infografica che trovi qui sotto ho riassunto tutti i dati più importanti, così puoi farti un’idea.

Infografica: i dati di Halloween in Italia secondo l’indagine di Confesercenti/SWG del 2017. (http://bit.ly/halloween-dati-2017)

Certo, non sono le cifre che vediamo muoversi negli USA – la stima per il 2018 è di 9 miliardi di dollari – ma si tratta comunque di una cifra di tutto rispetto. Proprio per questo sono sempre di più le aziende che decidono di inserire Halloween nella propria strategia di marketing, online e offline.

Se anche tu stai pensando di creare una campagna di web o social media marketing per Halloween, ecco qualche considerazione per orientarti per inserire questa festività nella tua programmazione editoriale e pubblicitaria. E se cerchi un po’ di ispirazione ho preparato un altro post con 5 idee per altrettante tipologie di campagna e qualche risorsa per trovare spunti interessanti.

Halloween: fa per te?

Ma prima di correre a preparare un banner con zucche intagliate e ragnatele fermati un attimo a riflettere. Come sempre non basta aggiungere una grafica a tema e offrire uno sconto se dietro non c’è una strategia ben precisa.

Il rischio infatti è quello di risultare banali – e in quel caso il nostro messaggio sarà ignorato – oppure di confondere i nostri destinatari, magari con un tono di voce non in linea con i valori della nostra azienda.

Prima di lanciarti in una campagna di Halloween pensaci bene! [ Foto di: Mathew Schwartz / Unsplash ]

Invece con un po’ di creatività, la giusta dose di ironia e tanta attenzione ai dettagli potrai creare delle campagne divertenti e coinvolgenti anche per prodotti non comunemente associati ad Halloween o addirittura per servizi o prodotti B2B.

Prima di cominciare quindi rifletti su alcune questioni importanti:

Ha senso fare una campagna dedicata ad Halloween?
Se tutti lo fanno non significa che anche per te questa sia la scelta giusta. Se devi fare un post improvvisato, senza spunti originali, oppure una grafica anonima e un claim che non c’entra nulla, forse puoi impiegare il tempo in modo più produttivo.


Esempio

In questo caso il Tweet di Fiat Italia non colpisce: un fantasma e un pipistrello attorno alla Panda non hanno molto senso, e non veicolano l’idea che “tutti vogliono salire a bordo di Panda”. E prevedibilmente raccoglie un livello di engagement minimo.

Treccani invece nel suo Tweet se da un lato probabilmente sorprende – come, si occupa di una cosa così frivola come Halloween? – dall’altro fa esattamente quello che i suoi follower si aspettano, cioè ci fornisce dettagli storici sull’origine del nome di questa festa così “esotica” per gli italiani. E viene ricompensata con vari like e retweet.


Qual’è l’obiettivo della tua campagna?
Se vuoi fare brand awareness – cioè far conoscere il tuo brand e aumentare la consapevolezza dei suoi valori – allora dai via libera alla creatività e impegnati per realizzare una campagna che lasci il segno. Gioca con il linguaggio, con le immagini, usa l’ironia e magari anche un po’ di humour nero, puntando magari alla viralità; se invece vuoi vendere un prodotto, allora punta su una promo più diretta – un coupon sconto, magari collegato a un’iniziativa nel tuo punto vendita. Stai cercando di generare engagement? Allora scegli una modalità che permetta agli utenti di partecipare – un concorso o un giveaway possono essere una soluzione. Certo, magari non avrai i mezzi di AirBnB che ha offerto ai suoi utenti un soggiorno nel castello di Dracula, ma sicuramente potrai trovare il modo di coinvolgere i tuoi follower.
Un consiglio: prima di lanciare un concorso informati bene: anche se questa modalità è consigliata da quasi tutti i marketer stranieri in Italia queste attività sono strettamente normate.

A chi si rivolge? 
Questa è una questione importantissima in qualunque campagna, ma in particolare per una festività che gioca su temi come la paura, l’oltretomba, la morte e in generale con l’immaginario horror. Insomma, sopratutto per i target più adulti il rischio di risultare offensivi o inopportuni è sempre dietro l’angolo. Ma anche per i bambini occorre una comunicazione ad hoc, evitando temi troppo spaventosi o macabri. Attenzione quindi alle varie differenze culturali – tradurre letteralmente campagne pensate per un altro mercato è sempre un azzardo – ma anche all'(ab)uso di parole in inglese che potrebbero risultare sbagliate o semplicemente incomprensibili per il tuo pubblico. E in generale assicurati di non aver esagerato… insomma, lo stile Taffo non è per tutti.

Consiglio per chi decide di creare grafica e copy fai-da-te: lo ripeto, il tuo mantra deve essere “non esagerare”. Mai come in questi casi “less is more”: i migliori racconti del terrore e i film più spaventosi limitano i colpi di scena che ti fanno saltare sulla sedia, quindi cerca di fare altrettanto. Meglio un gioco di parole ben congegnato o una grafica intrigante rispetto a testi infarciti di rimandi a zombie e fantasmi. Per quanto riguarda il copywriting inoltre cerca di fare giochi di parole che non modifichino il nome del tuo prodotto – questo è particolarmente importante per le attività di SEO se scrivi per il web.

Esempio

Taffo Halloween 2017
Il post Facebook di Taffo per Halloween 2017

Per Halloween 2017 Taffo ha puntato sul suo consueto humour nero. D’altra parte da questa azienda ormai non ci aspettiamo niente di meno. Il tutto era completato da un evento offline ovviamente a tema. A parte le considerazioni sul rendimento di campagne di questo genere – in tanti obiettano che il ROI sia minimo – quello che è certo è che si tratta di post perfettamente adeguati al brand e al suo stile, e che si rivolge a un pubblico che ha imparato ad apprezzare questo tipo di umorismo. Un pubblico che appena ne ha l’occasione partecipa volentieri (basta guardare il tipo di contenuti postati dagli utenti in occasione degli eventi Taffo).

Qui al contrario siamo di fronte a uno degli epic fail degli ultimi anni, del quale si è parlato in diverse testate che si occupano di comunicazione.

La vicenda risale al 2016, in un periodo segnato da scosse di assestamento a seguito dei recenti terremoti. Un ristorante pugliese ha deciso di annunciare così la propria apertura per Halloween, con un “Dolcetto o terremoto” che ha fatto arrabbiare molti – addirittura rendendo secondaria la zucchina impaurita che forse poteva essere evitata. L’intento in realtà – come si è scoperto dopo – era lodevole, visto che il ricavato della cena sarebbe andato in beneficienza. Ma il risultato è stato disastroso. E soprattutto tutto l’insieme – grafica, claim – era talmente diverso dallo stile del ristorante da risultare difficilmente comprensibile ai follower abituati alla comunicazione elegante del locale.


Cerchi ispirazione per la tua campagna di Halloween

Sei ancora convinto/a di voler fare la tua campagna di Halloween? Se hai chiarito tutti i punti precedenti avrai già le idee più chiare.
Quindi ho preparato per te un altro post con 5 idee “spaventose” da sfruttare come base per costruire il tuo progetto.

[Crediti: immagine di copertina di Bekir Dönmez / Unsplash ]



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