Digital strategy e web marketing: i trend del 2019

Digital strategy e web marketing: i trend del 2019

Il 2019 è arrivato con tante novità. Del resto nel mondo digitale le innovazioni sono ormai rapidissime. E tu hai già deciso su cosa puntare in questo nuovo anno? Se ancora non hai scelto ecco la mia personale lista di cose che non dovrebbero mancare nella tua strategia digitale.

AI: l’intelligenza artificiale cambierà le nostre vite?

Ancora è presto per scenari da fantascienza distopica, con robot che si impadroniscono del mondo. Però sicuramente l’AI è uno dei temi “caldi” e nel 2019 influenzerà almeno la nostra digital strategy.

Per noi che ci occupiamo “soltanto” di web marketing e digital strategy l’AI è infatti qualcosa da osservare da vicino.

Ad esempio è ormai ufficiale che gli algoritmi di Google sono gestiti da RankBrain, un super algoritmo basato sull’apprendimento automatico (o machine learning) – che cioè migliora autonomamente la propria performance tramite meccanismi di apprendimento che non necessitano di interventi umani. Nato qualche anno fa per rispondere alle domande degli utenti, RankBrain dal 2018 è diventato l’elemento che ottimizza la performance dei vari algoritmi che compongono il cuore del motore di ricerca Google.

Ma l’AI sarà protagonista in molti ambiti: dall’analisi del sentiment al miglioramento delle ricerche vocali – pensate alla diffusione di Google Assistant e Alexa nell’ultimo anno – fino ai VCA, gli assistenti virtuali che indirizzano e aiutano i clienti in tutte le fasi del customer journey.

Instagram invece ha introdotto recentemente l’uso di AI per permettere l’uso della propria piattaforma anche ai non vedenti.

Se a livello mondiale l’uso di strumenti di AI è in crescita, in Italia la situazione non è floridissima, tanto che uno studio realizzato da IPSOS e Wired si legge:

Per quanto riguarda il mondo dell’intelligenza artificiale, secondo Ipsos, gli italiani provano un misto di curiosità (56%) e di preoccupazione (46%)

(fonte: Wired)

Dati confermati anche dall’Osservatorio Italiano sull’Intelligenza Artificiale:

Sentiment relativo all’IA in Italia – Gen-Giu 2018. (Fonte: IA-Gov/HER).

Se vuoi essere un passo avanti quindi prova a inserire nella tua strategia digitale qualche strumento che faccia uso di AI e machine learning.

Se vuoi leggere qualcosa di più ti consiglio:

Hai mai chiacchierato con un chat bot?

Il secondo punto da tenere d’occhio è strettamente collegato al primo: i bot e in particolare i chat bot. Nel 2018 abbiamo visto una crescita esponenziale di questi strumenti che, c’è da scommetterci, continueranno ad essere sempre più presenti nel 2019. Insomma, ti ricordi quando il Cluetrain manifesto sosteneva che “i mercati sono conversazioni”? Ecco, oggi questo è più vero che mai.

Chat bot concetto immagine di Freepik
Immagine: Freepik

I chat bot ormai sono utilizzati spesso nell’ambito dell’e-commerce e del customer care. Se ad esempio hai contattato di recente la tua compagnia telefonica o la tua banca su web o Facebook, la possibilità che ti abbia risposto un bot è molto alta. In alcuni casi è diventato abbastanza difficile scoprire quando stiamo conversando con un bot e quando con un umano.

In altri casi i bot sono utilizzati per diffondere contenuti o somministrare semplici quiz o sondaggi: oggi esistono alcune piattaforme gratuite che permettono di creare bot di questo tipo in pochissimo tempo.

Non sempre questi bot sono “intelligenti”, anzi in molti casi si tratta di semplici meccanismi di domanda/risposta governati da diagrammi di flusso nemmeno troppo complessi. In altri casi invece grazie all’impiego di algoritmi di machine learning si tratta di strumenti abbastanza sofisticati.

Tra i progetti più belli che ho visto in questo 2018 ti segnalo:

  • Maxxi Chatbot, il bot che accompagna il visitatore alla scoperta del museo Maxxi di Roma (qui ad esempio si fa uso di AI per imparare a rispondere sempre meglio al visitatore;
  • Babbot Natale, un bot che suggerisce i regali di natele più adatti, un progetto creato da Userbot, la piattaforma italiana per la realizzazione di bot basati sul deep learning.

Se invece vuoi leggere qualcosa di più puoi cominciare da:

SEO: puntare sulla verticalità e sulla ricerca vocale

L’ultimo update di Google (il famigerato “Medic update” che ha mietuto vittime illustri la scorsa estate) sembra parlare chiaro: per rimanere in testa alle SERP che ci interessano occorre lavorare in modo verticale sui temi del nostro sito o blog.

Questo vuol dire:

  • strutturare il sito in modo da favorire una conoscenza approfondita dell’argomento (ad esempio riducendo drasticamente gli argomenti collaterali e non strettamente connessi con il tuo core business)
  • creare contenuti in linea con l’argomento principale del sito
  • se ti occupi di ambiti come scienza, medicina, nutrizione e affini, allora cerca in tutti i modi di creare contenuti affidabili, autorevoli, rilevanti e soprattutto aggiornati costantemente – un po’ come se fossi una rivista scientifica.

In altre parole se hai un blog di cucina probabilmente ha più senso investire tempo e risorse nella creazione di ricette e in articoli sui prodotti gastronomici – magari con la creazione di qualche video? – e meno nelle recensioni di gadget da cucina.

Come per sempre in ambito SEO prima di fare grandi cambiamenti consulta un professionista del settore, e tieni d’occhio gli aggiornamenti.

Tutto gira attorno all’utente: la personalizzazione è la chiave

Questo dovrebbe essere vero sempre: ma nel 2019 la personalizzazione dei prodotti, dei servizi e soprattutto dell’esperienza d’acquisto sarà cruciale.

In un mondo in cui affidiamo al digitale gran parte della nostra vita – acquisti, risparmi, ricordi – ci aspettiamo anche prodotti e servizi veramente “su misura”.

In un mondo perfetto, dal punto di vista dell’esperienza utente, tutto dovrebbe funzionare come Netflix – che come sai personalizza i palinsesti in base alle tue preferenze. Come ti ho accennato prima parlando di AI e chat bot, le tecnologie oggi permettono di andare in contro all’utente/cliente anche con investimenti molto contenuti. Quindi perché non provarci?

Illustrazione mail marketing
Immagine di Lady BB (Licenza Creative Commons)

Senza arrivare alla sofisticazione degli assistenti virtuali, puoi comunque iniziare a segmentare e profilare i tuoi clienti o utenti – sempre rispettando la nuova normativa relativa al GDPR mi raccomando – in base a vari fattori, e magari provare a rendere il processo d’acquisto un po’ più simile alle loro abitudini. Ad esempio potresti tenere traccia di acquisti ricorrenti e proporli direttamente come un’opzione.

Se stai pensando “per far questo occorre saper usare strumenti troppo complicati” stai sbagliando: a volte le soluzioni “low tech” sono le migliori – hai presente il barattolo di Nutella con il tuo nome? Ecco.

Se vuoi un consiglio io rispolvererei il caro vecchio email marketing, uno strumento poco tecnologico che però ti permette di fare un primo passo verso i tuoi clienti o utenti. Gran parte del lavoro consiste nel chiarirsi le idee e studiare una comunicazione efficace, per il resto la maggior parte delle piattaforme oggi ti permette di impostare flussi e automazioni con costi decisamente ridotti, se non addirittura gratis.

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